L'onestà? Un concetto relativo

L'onestà? Un concetto relativo

Messaggiodi ReLigio il Mar Set 08, 2009 8:32 pm

I risultati di uno studio condotto su 1500 persone
Difficile classificare un comportamento come "disonesto"
L'onestà? Un concetto relativo
può variare da uomo a donna
Il 98% delle donne considera scorretto il marito che flirta online ma solo il 74% degli uomini la pensa nello stesso modo
di SARA FICOCELLI

L'onestà? Un concetto relativo può variare da uomo a donna

IL prossimo 10 novembre si celebra la Giornata nazionale dell'onestà. Forse gli organizzatori non si preoccuperanno di celebrarla con iniziative al maschile o al femminile, eppure dovrebbero dato che, secondo una ricerca, il significato di questo concetto varia da uomo a donna. La più grande indagine finora condotta sull'argomento dimostra infatti che l'interpretazione che i due sessi danno di questa parola è diversa, e dunque quello che può sembrare un concetto chiaro e universale varia da persona a persona e di situazione in situazione.

In particolare, le donne sono più propense a categorizzare certi comportamenti come disonesti, mentre gli uomini sono bravissimi a convincere qualcuno della disonestà di qualcun altro, specialmente nelle aule di tribunale. Le differenze di interpretazione variano anche a seconda dell'età, e secondo lo studio sono le persone più anziane a emettere più spesso verdetti sull'onestà o la disonestà di qualcuno, mentre la tolleranza dei giovani arriva al punto di giustificare chi copia agli esami o sbircia nelle email altrui.

La ricerca è stata effettuata online e ha analizzato il profilo di 1500 partecipanti all'interno di 50 situazioni diverse, classificandoli entro 10 differenti categorie di "disonestà". Per alcuni il limite è rappresentato dalla truffa di una compagnia assicurativa, per altri dal furto di un chicco d'uva al supermercato. I due criminologi che hanno condotto lo studio hanno cercato così di dimostrare quanto sia difficile valutare l'onestà di un comportamento all'interno di un'aula di tribunale e non solo.

"Il diritto si basa sul presupposto che la maggior parte delle persone abbracci la stessa idea di onestà e disonestà - spiega il criminologo Stefan Fafinski della Brunel University, Gran Bretagna - e la nostra ricerca ribalta questa impostazione: abbiamo riscontrato un grosso divario interpretativo anche in situazioni semplicissime".

Il 31% delle persone intervistate considera ad esempio disonesto raccogliere dei soldi trovati per strada, ma solo l'8% sarebbe capace di accusare qualcuno di un simile reato. Circa due terzi dei partecipanti ha ammesso di aver portato a casa penne e carta da lavoro, sebbene ben l'82% di loro consideri disonesto questo comportamento. Il 97% ha dichiarato che rubare DVD da un negozio è disonesto, ma solo il 58% di loro crede che lo sia anche scaricare musica pirata, e soltanto il 49% rifiuta di comprare DVD non originali. Il 43% delle persone che hanno partecipato considera disonesto corrompere un parente anziano per farsi nominare beneficiario dell'eredità, cosa che invece farebbe il 21% dei partecipanti.

Ma il divario più eclatante emerge dal confronto tra uomo e donna. Il 98% delle intervistate crede che sia disonesto l'uomo che flirta online di nascosto dalla propria moglie, cosa che però trova d'accordo solo il 74% degli uomini. "Le donne - conclude la criminologa Emily Finch - sono più propense a categorizzare la condotta di una persona come disonesta ma meno abili nel far pesare questo comportamento. In genere tendono a scusare un'azione in base alle circostanze o al carattere del soggetto che l'ha compiuta. Gli uomini sono più tolleranti ma anche spietati quando si tratta di puntare il dito: così accade sia nella vita che nelle aule di tribunale".

Poche settimane fa un'altra ricerca ha dimostrato che l'onestà è qualcosa di innato nel cervello e chi ne è dotato non ha bisogno di trattenersi dall'imbrogliare ma si comporta in modo naturalmente corretto, senza sforzi. Lo studio di Joshua Greene e Joseph Paxton della Harvard University di Boston, pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, ha persino permesso di mettere a punto un "test dell'onesta" per capire chi è onesto di indole e chi invece, se ha l'occasione, tende a imbrogliare. Ma a quanto pare la soggettività dell'essere umano è molto più forte dell'oggettività della chimica neuronale.

(7 settembre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/cronaca/ricerca-onesta/ricerca-onesta/ricerca-onesta.html?rss
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